Roma, nel I Municipio una nuova unità di strada per il disagio sociale estremo

ROMA – Si chiama “A metà strada, il sociale tra le gente” l’iniziativa di pronto intervento sociale messa in campo dal I Municipio e gestito dal Consorzio Umana Solidarietà e dalla cooperativa sociale Domus aderenti all’Ancos-Unci.

Il progetto prevede il servizio di pronto intervento sociale con un’unità di strada composta da un’equipe multiprofessionale (educatore, assistente sociale, operatore sociale e un operatore sociosanitario e un mediatore linguistico. Questi ultimi due a chiamata).

L’unità di strada sarà attiva il lunedì, mercoledì e venerdi dalle ore 12 alle ore 18; il martedì, giovedì e sabato dalle ore 14 alle ore 18. la domenica dalle ore 12 alle ore 18.

L’automobile adibita al progetto stazionerà nelle diverse piazze e i luoghi di incontro maggiormente frequentati dai cittadini del I Municipio soprattutto quelli che sono impossibilitati a recarsi presso le sedi dei servizi.

Gli obiettivi di questo servizio itinerante sono soprattutto segnalare in maniera tempestiva le situazioni emergenziali di fragilità sociale, prevenire la precarietà per favorire percorsi inclusivi. Il tutto in raccordo con le strutture e i servizi di supporto già presenti sul territorio del municipio.

“Con la gestione del PIS – spiega Paolo Ragusa, Direttore del Consorzio Consorzio Umana Solidarietà e presidente nazionale di Ancos -UNCI – stiamo sperimentando un percorso di innovazione sociale. I nostri operatori diventano delle “sentinelle della solidarietà” che intercettano i bisogni e li orientano verso le risposte di servizio più adeguate. La cooperazione sociale diventa protagonista in una logica di rete e di prossimità”.

“Siamo orgogliosi di dare il via a un progetto che porta il welfare municipale direttamente dove ce n’è più bisogno, ovvero sulle strade e nelle piazze del nostro territorio – dichiara l’Assessora ai Servizi Sociali del Municipio I, Claudia Santoloce–. In un centro storico complesso come il nostro, non possiamo aspettare che le persone in condizione di estrema vulnerabilità bussino alle nostre porte: dobbiamo essere noi ad andare incontro a loro. Questo intervento rappresenta un passo fondamentale per rafforzare la rete della solidarietà, garantire dignità e risposte tempestive a chi vive situazioni di marginalità e costruire una comunità sempre più inclusiva e attenta ai più fragili”.