Sette generazioni, oltre 140 anni di storia e un legame profondo con Marsala.
Visitare le Cantine Pellegrino significa entrare in una parte importante dell’identità della città, attraverso il vino, la memoria, la cultura e il racconto di una famiglia che dal 1880 ha intrecciato il proprio destino con quello del territorio.
Ad accompagnare la visita è stata Maria Chiara, giovane erede e rappresentante della sesta generazione della famiglia Pellegrino, tra le navate monumentali della cantina storica, dove sono custoditi oltre mille tini, botti e barrique.
Il percorso parte dall’Ouverture, la struttura contemporanea affacciata sulle isole Egadi, e prosegue tra testimonianze che raccontano molto più della sola tradizione enologica: il museo del mastro bottaio, la collezione di 5 carretti siciliani, la galleria dei poster storici Pellegrino, i calchi in gesso originali e il rostro della Nave Punica del 241 a.C.
Un altro patrimonio prezioso è rappresentato dai 110 volumi dell’Archivio Storico della corrispondenza Ingham-Whitaker, testimonianza della storia commerciale del Marsala.
Il viaggio continua negli antichi Silos, oggi trasformati in uno spazio contemporaneo affacciato sulle Egadi, e arriva fino alla scoperta del metodo “Soleras”, con la sua particolare piramide di botti sovrapposte, dove vini più giovani e più maturi si incontrano in un continuo dialogo tra passato e presente.
A completare l’esperienza, la degustazione del Soleras e del BIP, due espressioni della tradizione enologica della casa, accompagnate dal racconto di un territorio che arriva fino a Pantelleria, dove l’azienda opera dal 1992.
Un’esperienza che va oltre il calice e racconta una Marsala fatta di vigneti, archeologia industriale, documenti, collezioni, memoria familiare e cultura.






