Kemo, da studente a cuoco: a Palermo la formazione diventa integrazione

Dall’INFAOP al contratto con Mercato San Lorenzo

3 Novembre 2026

Il percorso di un giovane alunno straniero, Kemo Mamburay della scuola professionale INFAOP racconta il valore della collaborazione con il Comune di Palermo, il Sistema di Accoglienza e Integrazione, il Consorzio Umana Solidarietà e il Mercato San Lorenzo.

La formazione professionale non è soltanto un’opportunità per acquisire competenze e prepararsi al mondo del lavoro. Può diventare anche uno straordinario strumento di inclusione sociale, integrazione e valorizzazione dei talenti, soprattutto per quei giovani che, arrivati da altri Paesi, cercano di costruire il proprio futuro in Italia.

A dimostrarlo è la storia di un giovane studente straniero, Kemo Mamburay della scuola professionale INFAOP di Palermo, protagonista di un significativo risultato che rappresenta non soltanto una soddisfazione personale, ma anche un esempio concreto delle opportunità che possono nascere dalla collaborazione tra istituzioni, enti di formazione, realtà del terzo settore e mondo delle imprese.

Un percorso che valorizza la sinergia tra INFAOP, il Comune di Palermo attraverso il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), il Consorzio Umana Solidarietà e il Mercato San Lorenzo, realtà che, attraverso i rispettivi ruoli, contribuiscono a creare condizioni favorevoli alla crescita personale e professionale dei giovani.

«Il risultato raggiunto dal nostro alunno rappresenta per tutto l’INFAOP un motivo di grande orgoglio e soddisfazione, ma soprattutto dimostra come la formazione professionale possa essere uno straordinario strumento di inclusione e integrazione sociale», dichiara Gabriele Albergoni, direttore dell’INFAOP.

«La nostra missione non è soltanto quella di trasmettere competenze e preparare i giovani al mondo del lavoro, ma anche di offrire a ciascuno, indipendentemente dalla propria provenienza, l’opportunità di valorizzare il proprio talento e costruire il proprio futuro. Questa esperienza dimostra quanto sia importante la collaborazione tra scuola, istituzioni, sistema dell’accoglienza e imprese. Ringrazio il Comune di Palermo, il Consorzio Umana Solidarietà e il Mercato San Lorenzo per aver contribuito a un percorso che testimonia come, lavorando insieme, sia possibile trasformare l’integrazione in opportunità concrete. Il successo di questo ragazzo è anche il successo di un modello formativo nel quale crediamo profondamente».

La formazione professionale come strumento di integrazione

La vicenda di Kemo Mamburay evidenzia un aspetto spesso poco raccontato della formazione professionale: la sua capacità di offrire opportunità concrete anche a ragazzi che affrontano percorsi di vita complessi, favorendo l’apprendimento della lingua, la socializzazione, l’acquisizione di competenze e il progressivo inserimento nel tessuto sociale e produttivo del territorio.

In questo contesto, la scuola diventa molto più di un luogo di apprendimento. È uno spazio di incontro tra culture, di valorizzazione delle differenze e di costruzione di nuove prospettive.

Il modello della formazione professionale, grazie alla presenza di laboratori, attività pratiche e rapporti diretti con le imprese, consente ai giovani di misurarsi con esperienze concrete e di scoprire capacità e attitudini che possono trasformarsi in opportunità occupazionali.

Una rete territoriale che crea opportunità

Il risultato raggiunto da Kemo Mamburay dimostra quanto sia importante costruire una rete stabile tra il sistema dell’accoglienza, quello dell’istruzione e formazione professionale e il mondo produttivo.

La collaborazione con il Comune di Palermo, il Consorzio Umana Solidarietà e il Mercato San Lorenzo rappresenta un esempio di come soggetti diversi possano contribuire a un obiettivo comune: accompagnare i giovani verso una reale autonomia, offrendo loro strumenti, competenze e occasioni per esprimere il proprio potenziale.

È proprio nella capacità di trasformare l’accoglienza in opportunità di formazione e di lavoro che l’integrazione assume un significato concreto, superando la dimensione esclusivamente assistenziale.

Il valore di una scuola che guarda al futuro

Per INFAOP, il risultato del giovane alunno rappresenta anche un riconoscimento del lavoro quotidiano svolto dai docenti, dai formatori e da tutto il personale impegnato nell’accompagnare gli studenti lungo il loro percorso educativo e professionale.

Un impegno che non si esaurisce nel conseguimento di una qualifica, ma punta a formare persone capaci di affrontare con maggiore consapevolezza e autonomia le sfide del futuro.

La storia di questo studente diventa così un messaggio positivo per l’intera comunità palermitana: quando accoglienza, formazione e imprese lavorano insieme, l’integrazione smette di essere soltanto un principio e diventa un’opportunità concreta di crescita, dignità e futuro.