BOCCHIGLIERO – Nell’antico borgo storico dell’entroterra calabrese, il 6 agosto si è celebrata la Festa del Rifugiato, un momento dedicato all’incontro, alla condivisione e alla solidarietà.
L’evento, organizzato dal SAI di Bocchigliero e affidato al Consorzio Umana Solidarietà, ha rappresentato un’importante occasione per ascoltare le esperienze dei beneficiari del progetto, attraverso i loro racconti di vita e le testimonianze dei difficili percorsi che li hanno condotti prima in Italia e, successivamente, a Bocchigliero.Nel corso della manifestazione sono stati proiettati video e raccolte testimonianze, offrendo ai presenti uno spaccato delle esperienze vissute dai beneficiari. Sono stati inoltre illustrati i risultati raggiunti attraverso il progetto, che ha visto i partecipanti coinvolgersi con entusiasmo e impegno in diverse attività lavorative, acquisendo competenze, conoscenze e i segreti di numerosi mestieri.
Sono intervenuti Il Sindaco di Bocchigliero, Alfonso Benevento, il Responsabile rapporti istituzionali Consorzio Umana Solidarietà S.c.S. Dott. Gabriele Gurgone, la Dott.ssa Iolanda Rosi, coordinatrice S.A.I. la Dott.ssa Ilenia Diaco, Rup del progetto S.A.I. e la Dott.ssa Giusy Santoro, Assessore Comunale.
Il Progetto SAI, infatti, ha attivato diversi protocolli finalizzati all’integrazione e all’inserimento lavorativo dei partecipanti. Un percorso che va oltre la semplice accoglienza e che punta a creare concrete opportunità di autonomia e partecipazione alla vita della comunità.La Festa del Rifugiato ha così raccontato una storia di integrazione e solidarietà, ma anche una storia di reciproco arricchimento. Le persone coinvolte nel progetto hanno infatti contribuito a rendere più viva la realtà di Bocchigliero, partecipando alla vita del paese e alle sue attività.
Un aspetto particolarmente significativo in un territorio che, come molti borghi dell’entroterra calabrese, deve fare i conti con lo spopolamento e con la continua partenza di persone alla ricerca di un futuro altrove.In questo scenario, il Progetto SAI prova a invertire la rotta, puntando sull’integrazione, sulla formazione e sull’inserimento lavorativo come strumenti per favorire anche una nuova vitalità demografica del territorio.
Ripartire dal lavoro, dunque. E, in particolare, da quei mestieri che le nostre comunità hanno progressivamente abbandonato, ma che continuano a rappresentare una parte essenziale dell’identità e dell’economia della nostra terra.
È questo, in fondo, il messaggio emerso dalla Festa del Rifugiato di Bocchigliero: l’integrazione può diventare una risorsa per chi arriva, ma anche un’opportunità per chi accoglie e per i territori che hanno bisogno di tornare a vivere.

