Il Comune di Trapani avvia la co-progettazione con il Consorzio Umana Solidarietà. La struttura sorgerà in un bene confiscato alla criminalità organizzata
Un nuovo passo verso l’attivazione del centro dedicato alle donne vittime di violenza in via Dalmazia, a Trapani. Il Comune ha disposto l’avvio della seconda fase della procedura di co-progettazione che dovrà definire l’organizzazione e le modalità di funzionamento della struttura, destinata a diventare un punto di riferimento per le donne che necessitano di sostegno e protezione.
Il provvedimento è contenuto nella determinazione dirigenziale numero 3854 del 5 ottobre 2026, con la quale viene formalizzato l’avvio dei tavoli di lavoro tra amministrazione comunale, soggetti istituzionali e Terzo Settore.
UN BENE CONFISCATO RESTITUITO ALLA COLLETTIVITÀ
Il centro sarà realizzato nell’immobile di via Dalmazia 1, un bene confiscato alla criminalità organizzata ed entrato nel patrimonio indisponibile del Comune di Trapani nel 2003.
La destinazione sociale dell’edificio era stata individuata già nel 2004. Successivamente, grazie a un finanziamento di 257 mila euro nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sono stati eseguiti gli interventi necessari al recupero dell’immobile.
Secondo quanto riportato negli atti comunali, i lavori sono stati completati e la struttura risulta già arredata.
Con una deliberazione del dicembre 2025, la Giunta comunale aveva individuato nell’edificio la sede del futuro centro per donne vittime di violenza.
IL CONSORZIO UMANA SOLIDARIETÀ ALLA CO-PROGETTAZIONE
La prima fase della procedura pubblica, avviata nel gennaio 2026, si è conclusa con l’individuazione del Consorzio Umana Solidarietà, ammesso alla successiva fase di co-progettazione.
Tra i soggetti coinvolti figurano anche la Cooperativa San Francesco e la Cooperativa Liberi di Intrecciare.
La procedura prevede un percorso condiviso tra il Comune e gli enti del Terzo Settore, finalizzato a definire il progetto esecutivo e il modello organizzativo del servizio.
Non si tratta, dunque, dell’affidamento definitivo della gestione del centro, ma di una fase preliminare necessaria a stabilire come dovrà operare la struttura.
UN TAVOLO PER DEFINIRE SERVIZI E ORGANIZZAZIONE
La seconda fase coinvolgerà, oltre all’amministrazione comunale e al Consorzio, anche il Distretto Socio Sanitario 50 e i soggetti istituzionali competenti per le procedure di emergenza e protezione delle donne vittime di violenza.
Durante gli incontri dovranno essere definiti il progetto esecutivo, il piano finanziario, l’assetto organizzativo e gli strumenti di monitoraggio e valutazione delle attività.
L’obiettivo è costruire un servizio coordinato con la rete territoriale di assistenza e protezione.
RESTA DA DEFINIRE LA DATA DI APERTURA
Con l’avvio dei tavoli di co-progettazione, il percorso amministrativo compie un ulteriore passo, ma non è stata ancora fissata una data per l’apertura del centro.
L’immobile è già stato recuperato e arredato. Il prossimo passaggio sarà definire il funzionamento del servizio e completare gli adempimenti necessari alla sua attivazione.
Il progetto punta così a dare una nuova funzione sociale a un bene sottratto alla criminalità organizzata, destinandolo al sostegno delle donne vittime di violenza.

