Contrasto al caporalato in Basilicata: il Consorzio Umana Solidarietà nella rete Su.Pr.Eme.2

Rafforzare una rete stabile tra istituzioni, territori, servizi pubblici, enti attuatori e mondo produttivo per rendere sempre più efficace il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo. È questo il percorso al centro della riunione del Tavolo regionale di contrasto al caporalato della Basilicata, svoltasi nell’ambito del programma Su.Pr.Eme.2, con particolare attenzione alla prevenzione, all’intercettazione dei bisogni e alla costruzione di percorsi individualizzati rivolti ai cittadini di Paesi terzi.

Nel quadro degli interventi realizzati sul territorio lucano opera anche il Consorzio Umana Solidarietà s.c.s., impegnato nel Progetto SU.PR.EME 2 – 910 in qualità di mandante dell’associazione temporanea di scopo con FILEF Basilicata società cooperativa sociale. Il progetto è rivolto ai cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti, vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo presenti sul territorio della Basilicata.

Una rete territoriale contro lo sfruttamento lavorativo

Uno dei temi centrali affrontati dal Tavolo riguarda il rafforzamento del sistema di referral e la definizione di un protocollo operativo condiviso, finalizzato a rendere più efficace la presa in carico delle persone in condizioni di vulnerabilità.

L’obiettivo è definire modalità comuni di segnalazione, orientamento, accompagnamento e raccordo tra i diversi soggetti coinvolti: servizi sociali comunali, strutture di accoglienza, Poli Sociali Integrati, enti attuatori, servizi per il lavoro, organismi di tutela e realtà produttive. Un sistema pensato per superare la frammentazione degli interventi e garantire continuità e risposte personalizzate lungo tutto il percorso di inclusione.

La prospettiva è quella di trasformare la rete costruita nell’ambito di Su.Pr.Eme.2 in un sistema permanente in grado di mettere in collegamento accoglienza, tutela, formazione e lavoro. Il contrasto al caporalato, infatti, passa anche dalla costruzione di opportunità concrete di autonomia e inclusione per le persone maggiormente esposte a condizioni di sfruttamento.

Il ruolo dei Poli Sociali Integrati

Particolare attenzione è stata dedicata allo stato di avanzamento delle attività nei territori dell’Alto Bradano e del Metapontino, alle criticità ancora presenti e al miglioramento del raccordo tra strutture di accoglienza, Poli Sociali Integrati, servizi comunali, servizi regionali ed enti attuatori.

I Poli Sociali Integrati rappresentano presìdi territoriali nei quali vengono messi in relazione accoglienza, servizi sociali, formazione, lavoro e tutela. In Basilicata sono stati attivati sei Poli tra il territorio potentino e quello materano, con circa 100 persone già coinvolte in attività di orientamento, mediazione linguistica e culturale, accompagnamento sanitario e supporto nell’accesso ai servizi. Tra i presìdi figurano quelli di Lavello e Policoro, attivati nei Centri per l’Impiego, insieme agli sportelli territoriali presenti a Genzano di Lucania, Policoro e Matera.

Il sistema dei Poli Sociali Integrati rientra nel percorso Su.Pr.Eme.2, nato per rafforzare la rete dei servizi territoriali e sviluppare interventi integrati dedicati all’inclusione sociale e ai lavoratori stranieri a rischio di sfruttamento.

Formazione e inserimento lavorativo

Nel corso del Tavolo è stato evidenziato anche il contributo di ARLAB e ALSIA nella costruzione dei percorsi di inclusione lavorativa. ALSIA è impegnata nella definizione di un catalogo formativo collegato ai fabbisogni del territorio e alle competenze dei lavoratori, mentre ARLAB ha avviato percorsi di tirocinio in sei aziende tra Matera e il Metapontino.

L’obiettivo complessivo è consolidare una governance condivisa, nella quale istituzioni, amministrazioni locali, enti attuatori, servizi pubblici e mondo produttivo possano collaborare attraverso procedure e responsabilità definite, rafforzando una rete territoriale capace di prevenire lo sfruttamento lavorativo e accompagnare concretamente le persone verso percorsi di autonomia, tutela e inclusione.