“IL LAVORO STRANIERO REGOLARE: ESPERIENZE E BUONE PRASSI” È STATO IL TEMA DELL’INCONTRO PROMOSSO DA ALS – MCL SICILIA CHE SI È SVOLTO A PALERMO, PRESSO IL PALAZZO REALE. TRA GLI ALTRI È INTERVENUTO L’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI E DEL LAVORO, ANTONIO SCAVONE.

(Salvo Cona) PALERMO. “Il lavoro straniero regolare: esperienze e buone prassi” è stato il tema dell’incontro che si è svolto questa mattina a Palermo, presso l’ARS (Assemblea Regionale Siciliana), a Palazzo Reale, in una sala gremita di gente, quella Gialla “Piersanti Mattarella”, ciò a testimoniare l’importanza dell’argomento trattato, con grande soddisfazione anche del sen. Antonio Scavone (Assessore alla Famiglia, alle Politiche Sociali e al Lavoro della Regione Siciliana) e della dott.ssa Michela Bongiorno (Dirigente dell’Ufficio Speciale Immigrazione – Regione Siciliana) che sono intervenuti mettendo in luce la preziosa e proficua attività svolta da ALS MCL Sicilia e del dott. Paolo Ragusa (Presidente Regionale ALS – Associazione Lavoratori Stranieri – MCL Sicilia) e dell’attività profusa quotidianamente in favore dei più deboli e dei lavoratori stranieri. Ed è stato proprio il dottore Ragusa ad aver aperto questa mattina i lavori, passando subito la parola al dott. Mario Emanuele Alvano (segretario Generale ANCI Sicilia) il quale ha espresso il proprio apprezzamento per le pratiche progettuali messe in atto nel territorio in favore dei lavoratori stranieri. E’ quindi intervenuta la dott.ssa Emanuela Scebba che si è occupata di presentare il “Play to Work”, spiegando ai presenti come è articolato e quali sono le attività di prevenzione e contrasto del fenomeno del Caporalato, grazie al quale si sperimentano buone prassi attraverso una consistente attività educativa e formativa rivolta agli immigrati presenti sul territorio nazionale. Il progetto, con nota del 17 febbraio 2021, ha ricevuto l’apprezzamento dall’Assessorato della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro della Regione Siciliana, e il 6 luglio 2021 è stato inserito nella raccolta delle buone pratiche per la prevenzione e il contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Poi è stata la volta dell’avv. Angelo Raneli il quale ha illustrato “In… tasca”, il vocabolario del lavoratore straniero tradotto in lingue inglese, francese e arabo, che permetterà ai lavoratori stranieri di poter avere chiari i termini e i vocaboli che potranno tornargli utili nel mondo del lavoro. Sulla “esperienza di integrazione e lavoro  a Marsala” ne ha parlato il dott. Vito Tumbarello il quale ha raccontato le sue esperienza accanto ai lavoratori stranieri, adoperandosi per aiutarli e sostenerli nel loro percorso di integrazione ed inclusione sciale, alla ricerca di un lavoro, di un alloggio e di una migliore qualità di vita. Durante gli stessi lavori sono stati accesi i riflettori sulla collaborazione con l’Agenzia per il Lavoro “Openjobmetis” (tra i vincitori del premio “UNCHR – Welcome Working for refuge integration”), per la quale il dott. Giovanni Cappuzzello e il Consorzio Umana Solidarietà ha sottolineato che grazie ad ALS MCLS Sicilia sono stati già sperimentati percorsi innovativi di formazione e lavoro nel settore agricolo che hanno portato anche all’assunzione di persone titolari di protezione internazionale in uscita dai centri di accoglienza SAI presso aziende agricole di lavorazione del ficodindia nella città di San Cono. E ancora sono intervenuti: il dott. Giorgio D’Antoni (Presidente Regionale MCL Sicilia); il dott. Cipriano Sciacca (Segretario Regionale CONFSAL Sicilia) e il dott. Felice Coppolino (Presidente Regionale UNICOOP Sicilia).
Nell’apertura dei lavori, Il Presidente Regionale ALS – MCL Sicilia, Paolo Ragusa, ha ricordato che “negli ultimi 3 anni, in un contesto segnato da importanti mutamenti normativi e da diverse opportunità di sostegno pubblico, abbiamo ideato strumenti innovativi, sperimentato buone prassi e maturato esperienze utili a promuovere il lavoro straniero regolare e a favorire la prevenzione e il contrasto dei fenomeni dello sfruttamento lavorativo e del caporalato. Oggi mettiamo questo “patrimonio” al servizio delle istituzioni regionali per accreditare e riconoscere i lavoratori stranieri come risorsa per la società e l’economia italiana. In Sicilia e’ stato costruito dall’assessorato regionale alla Famiglia, alle Politiche Sociali e al Lavoro, un importante sistema di politiche pubbliche di accoglienza ed inclusione che va reso strutturale a prescindere dalla contingenza dei singoli progetti. Tutto ciò è possibile  – ha concluso il dottor Paolo Ragusa – investendo sul lavoro di organizzazioni come ALS – MCL che su questi temi operano in maniera stabile. Istituzioni pubbliche e Terzo Settore insieme possono fare “aumentare” la solidarietà, fare crescere la Sicilia e attraverso essa anche il Paese”.
Le conclusioni sono state affidate al dott. Alfonso Luzzi (Consigliere CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del lavoro) il quale, tra le altre cose, ha evidenziato che “un primo punto su cui agire riguarda la programmazione triennale degli ingressi di lavoratori stranieri in Italia, prevista dalle leggi in vigore… E una buona prassi – ha detto Luzzi – potrebbe essere quella di istituire un gruppo di lavoro, una vera e propria cabina di regia, che a livello regionale potrebbe avere una dimensione territoriale più adeguata per omogeneità dei problemi e conoscenza delle questioni, composta dalle istituzioni e dalle parti sociali interessate che potrebbero farsi promotore della raccolta delle richieste delle categorie interessate, specificate per il tipo di figura necessario (lavoratori stagionali in agricoltura o nell’industria alberghiera, infermieri nella sanità, ecc.) elaborando una proposta di piano triennale”. Il dott. Luzzi ha posto, infine, l’accento sul fatto che “i lavoratori stranieri sarebbero interessati ad entrare in Italia e lavorare per qualche mese, rientrando poi al loro Paese di origine e ripresentarsi l’anno successivo”. Senza mezzi termini, il Consigliere CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del lavoro) sostiene che “la possibilità di rientro legale per questi lavoratori stranieri è generalmente più attraente del soggiorno illegale”.