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Inclusione sociale e legalità: il progetto I.S.O.L.A. si chiude con numeri record e un modello replicabile

Presentato a Villaggio Ruffini il report finale al Teatro Parrocchiale di Villaggio Ruffini, nel palermitano, si è svolto l’evento conclusivo del progetto I.S.O.L.A., finanziato nell’ambito del Piano Operativo Complementare (ex PON Città Metropolitane 2014/2020 – Asse 3 “Servizi per l’inclusione sociale”) e realizzato dal Consorzio Umana Solidarietà, ente aggiudicatario dell’intervento.

Un bilancio che parla chiaro: obiettivi superati del 30%, oltre 1.200 cittadini coinvolti tra beneficiari diretti e indiretti e un indice di gradimento pari al 97%. Numeri che certificano il successo di un progetto che, in tre anni di attività, ha inciso concretamente sui territori della VII Circoscrizione del Comune di Palermo e del Comune di Isola delle Femmine, trasformandosi in un modello di intervento sociale strutturato e replicabile.


Un presidio sociale nei quartieri

Avviato nel gennaio 2023, I.S.O.L.A. ha costruito una rete di servizi di prossimità capace di intercettare fragilità, prevenire la dispersione scolastica, offrire supporto psicologico e promuovere percorsi educativi, culturali e di mediazione sociale e penale. Attivati sportelli di ascolto, servizi di mutuo-aiuto, laboratori, attività di riqualificazione urbana e interventi artistici ispirati ai valori della legalità, con un impatto misurabile sulle comunità coinvolte.

Alla presentazione del report finale hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Palermo Mimma Calabrò (su delega del sindaco Roberto Lagalla), il sindaco di Isola delle Femmine Orazio Nevoloso, l’assessore comunale alle Attività sociali Maria Grazia Puccio, il RUP Gaetana Randazzo, il direttore esecutivo del progetto Giovanni Paternostro, il coordinatore del Consorzio Umana Solidarietà Paolo Ragusa e la coordinatrice del progetto Elisa Merlo.

Presenti anche i rappresentanti delle realtà del terzo settore che hanno collaborato all’attuazione delle azioni progettuali, tra cui Un Nuovo Giorno, Lievito dello Zen, Caponnetto, Lab di Quartiere Arenella e Pro Arenella.


“Un modello che costruisce futuro”

«I risultati raggiunti confermano la validità di un modello basato sulla presenza costante nei quartieri, sulla collaborazione con il terzo settore e sul coinvolgimento attivo delle comunità locali – ha sottolineato l’assessore Mimma Calabrò –. Sono elementi fondamentali per costruire sicurezza sociale, responsabilità e futuro».

Il coordinatore del Consorzio Umana Solidarietà, Paolo Ragusa, ha ringraziato l’équipe per il lavoro svolto e ha richiamato l’attenzione sui temi cruciali della povertà educativa e del bullismo, ribadendo come solo una solida cooperazione interistituzionale e un autentico lavoro di rete possano generare cambiamenti reali e duraturi.

«La cooperazione sociale – ha sottolineato – guarda alla gestione dei servizi non come a un fine, ma come a un mezzo per promuovere lo sviluppo del territorio. Per questo il progetto I.S.O.L.A., se oggi si conclude nella sua parte formale, non esaurisce i suoi effetti nelle comunità coinvolte: ciò che resta è un patrimonio di relazioni, di rete e di speranza, destinato a continuare nel tempo».

Spazio anche al linguaggio dell’arte con l’intervento dell’artista Angelo “CrazyOne”, che ha illustrato le due opere realizzate nell’ambito del progetto, dedicate al territorio e alla legalità, concepite come strumenti di memoria, riflessione e partecipazione collettiva.


Oltre i numeri, le relazioni

A chiudere i lavori, l’intervento della coordinatrice Elisa Merlo, che ha presentato in dettaglio i risultati raggiunti: circa 400 beneficiari diretti, oltre 850 indiretti e più di 1.200 cittadini coinvolti complessivamente.

«Più dei numeri – ha sottolineato – restano le relazioni costruite nel tempo, le persone accompagnate e ascoltate, i laboratori che hanno restituito spazi di incontro e sana aggregazione. Non abbiamo fatto qualcosa di straordinario, ma possiamo dire con orgoglio che qualcosa è stato messo in movimento. E questo “davvero” possa essere d’ispirazione per le progettualità future».

Nel momento conclusivo, l’équipe di progetto è stata ringraziata pubblicamente per la professionalità, l’umanità e la dedizione dimostrate in tutte le fasi dell’intervento, suggellando un’esperienza che lascia ai territori un patrimonio concreto di buone pratiche da non disperdere.